Quando gli Italiani erano “negri”

Chi ha subito ingiustizie nel passato, chi ha pagato sulla propria pelle la cattiveria degli altri,  chi, nel passato, come essere umano è stato vittima dell’odio derivante da pregiudizi e da razzismo, dovrebbe essere nella posizione giusta per comprenderne e, nello stesso tempo rifiutarne e denunciarne l’assurdità e l’irrazionalità .

Nel passato gli Italiani, costretti dalla fame e dalla miseria ad emigrare in Paesi stranieri, furono oggetto di spregevoli pregiudizi e di un feroce razzismo.

Ne ricordiamo solo alcuni:

Negli Stati Uniti.

1) In una società costruita sull’idea della superiorità dei bianchi anglo-sassoni si diceva che gli Italiani non erano del tutto bianchi, ma avevano nelle vene quella che i razzisti americani chiamavano “la goccia nera”.

– Significativo il caso del famoso processo “Alabama versus Rollins”. Un uomo di colore , tale Jim Rollins, fu condannato in primo grado per il reato di “miscegenation ( reato di mescolanza di razze) per aver avuto rapporti sessuali con una donna bianca. Rollins appellò la sentenza portando come difesa il fatto che la donna con cui aveva avuto il rapporto “ non era bianca ma italiana” e precisamente siciliana. La Corte, per il pregiudizio della “goccia nera” del sangue della donna, accolse la tesi difensiva e il Rollins fu assolto in secondo grado.

– Altrettanto significativo il caso del linciaggio degli Italiani a New Orleans.                                                                                                        Nel 1891 venne assassinato in un’imboscata il capo della polizia di New Orleans. Il sindaco ordino’ alla polizia “arrestate ogni italiano che incontrate!”. Si diede piu’ peso all’ipotesi del delitto mafioso, che non a quella del delitto politico.                                                              Al processo il pubblico ministero non riusci’ a produrre elementi e prove sufficienti per far condannare il gruppo di Italiani. Il giorno dopo, il 14 marzo 1891, migliaia di cittadini di New Orleans gridando “impicchiamo i dagos” assalirono la prigione dove gli Italiani erano detenuti e ne uccisero 11: alcuni con armi da fuoco, altri impiccandoli, altri ancora a bastonate.

2) Il presidente Usa Richard Nixon intercettato nel 1973, affermò: “Non sono come noi. La differenza sta nell’odore diverso, nell’aspetto diverso, nel modo di agire diverso. Il guaio é che non si riesce a trovarne uno che sia onesto“.

In Australia , a proposito degli Italiani, si parlava “dell’invasione della pelle oliva” E ancora una razza inferiore” ; “ una stirpe di assassini, anarchici e mafiosi“.  Gli italiani non si lavano, puzzano d’aglio, si addensano anche in dieci in una stanza, usano in modo indecente il gabinetto, rubano, chiedono l’elemosina in modo insistente, suonano rudimentali strumenti accompagnandosi a scimmie o topi ammaestrati, sfruttano i bambini per suscitare pietà quando non li spingono a prostituirsi

– Dall’Ufficio immigrazione venivano schedati “Coloured, Semi-White oppure Olive

– Nel 1934 le case abitate dai provenienti dal Sud Europa vennero incendiate e gli Italiani, gli Jugoslavi e i Greci dovettero scappare dalla città

In Svizzera Ai nostri connazionali non era consentito neanche l’accesso alla sala d’aspetto di terza classe nelle stazioni ferroviarie.

Francia

Alla fine dell’800 gli Italiani furono vittime di autentiche persecuzioni a sfondo razzista.                                                                         L’episodio più grave si ebbe ad Aigues-Mortes, nel sud della Francia. Qui gli Italiani trovavano da lavorare come operai nelle saline. Erano mal tollerati dai locali perché erano ritenuti “ladri di lavoro” A seguito di una rissa sul posto di lavoro tra Italiani e Francesi , corse voce che dei Francesi erano morti. Da qui nacque una vera e proprio caccia all’umo contro gli immigrati Italiani. Fu una vera e proprio strage. Il “Times” parlò di cinquanta immigrati Italiani uccisi e un centinaio di feriti.

 

Da queste esperienze dovremmo essere nella condizione giusta per comprendere l’assurdità e l’irrazionalità dei pregiudizi e del razzismo. Considerato che un trattamento disumano noi Italiani l’abbiamo subito nel passato, proprio noi dovremmo tentare, nel pieno rispetto di norme e regole precise, di essere più umani e trattare con dignità tutte quelle persone che scappano dalla guerra o da altre situazioni di povertà.

Purtroppo abbiamo una memoria labile

Nel suo romanzo “Babbitt” del 1922  lo statunitense Harry Sinclair Lewis, premio Nobel per la letteratura, fortemente critico nei confronti dei costumi , degli stereotipi e del perbenismo borghese della classe media americana, con forte spirito satirico, affermava un’altra cosa che dobbiamo fare… è tenere quei dannati stranieri fuori dal Paese. Grazie a Dio stanno mettendo un limite all’immigrazione. Questi dagoes devono imparare che questo è il paese dell’uomo bianco e che non sono desiderati qui ”                                                                                                                                                                                                                                                      I “dagoes”, indesiderati, era un soprannome dispregiativo per indicare gli Italiani (“day goes” , cioè,pagati a giornata)

 

Dopo 100 anni sono quasi le stesse parole che un ministro della Repubblica italiana, riserva agli immigrati Africani , dopo che le stesse parole, una diecina di anni prima, le aveva riservato ai meridionali emigrati al nord.

La storia è sviluppo d’ideali, avanzamento di civiltà, progresso di umanità.

Con questo personaggio la storia torna indietro !!

La conoscenza e la consapevolezza delle cause e delle ragioni delle sofferenze patite, porta a rifiutarle, ad evitarle.  Quando questo avviene, la storia avanza.

Quando se ne perde il ricordo la storia torna indietro.

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