I sindaci e le ripe di santa Venere

Non si può dire che non si sia documentato ! Sono andato a verificare.

Effettivamente dal dopoguerra ad oggi, sono stati proprio 15 i sindaci che si sono succeduti alla guida del Comune di Marcianise. (Tartaglione, Viciglione, Iovine, Lasco, Trombetta, Errico, Capone, Gaglione, De Martino, Squeglia, Zarrillo Foglia, Fecondo, Tartaglione, De Angelis ).

“I quindici sindaci che abbiamo avuto finora non hanno saputo guardare oltre le ripe di Santa Venere”.     E’ quanto è stato esplicitamente dichiarato da uno stretto congiunto del candidato sindaco Velardi . E’ quanto lo stesso candidato sindaco va argomentando.

Rispetto a quella che è stata la storia politico-amministrativa della Città, le espressione più rispettose ed eleganti che ha usato sono:   “ Non hanno saputo fare niente ….”. “ Hanno condotto alla rovina; hanno portato nel baratro Marcianise “

Sia ben chiaro: ci fa piacere che finalmente Marcianise, almeno nelle intenzioni, avrà, finalmente, la sua guida illuminata, il “ veltro” che verrà a liberarla dalle tenebre e a sollevarla dal baratro in cui è sprofondata; l’aquila biblica i cui “occhi continuano a guardare lontano “ (Gb 39:27,29); il principe onnisciente ed onnipotente che la farà sollevare in volo e, superate le ripe di Santa Venere, la condurrà …………… la condurrà ………

Purtroppo, non sappiamo dove ……. né, in quale direzione.

Mancano pochi giorni alla fine della campagna elettorale e non ci è dato ancora di sapere verso quale direzione si ha intenzione di portarci. Non è stato ancora comunicato qual è la “visione” e quale l’orizzonte verso cui ci si intende muovere.

Ci può bastare l’impegno : “metto a disposizione la mia rete di rapporti, di relazioni, di conoscenza; senza nulla pretendere in cambio “. ?

Questa città e, soprattutto, i suoi giovani hanno bisogno, per andare avanti, di relazioni ? E, cioè, di raccomandazioni, di spintarelle, di “calci” ?

La “rivoluzione dolce”,  consiste nel fatto che , da oggi in poi, questi saranno “ senza nulla pretendere in cambio“ e, cioè,“a gratis?

C’è un’altra riflessione che ci sorge spontanea, ma la rinviamo ad altra data.

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