Al mio giovane amico, intorno ai monopattini

Mio caro giovane amico, voglio ritornare sul commento da te fatto sull’annunciato uso dei monopattini da parte dell’Amministrazione.
L’occasione è utile per riflettere e trarre delle indicazioni e dei principi che possono aiutarci a vivere in maniera sempre più consapevole e matura la nostra esperienza politica.

In primo luogo mi è piaciuto il tono ed il garbo con cui hai posto la questione.
È così che si fa. Infatti quando si discute solo chi non sa argomentare si mette a gridare , a fare polemica astiosa e di tipo personale.
Allora, un principio da applicare è che la politica è confronto sulle idee non lotta personale.
Questo, naturalmente, non esclude che il confronto possa essere duro e diventare scontro ma sempre sulle idee mai sulle persone.

In secondo luogo hai buttato giù non un giudizio di pancia e prevenuto ma hai fatto un’analisi, hai fatto un ragionamento (merce sempre più rara!) e solo da questo è scaturito, alla fine, il tuo parere.
Anche in questo caso hai applicato uno dei principi fondamentali della politica : LA POLITICA È ANALISI, INTELLIGENZA (=COMPRENSIONE ) DELLA REALTÀ ; CAPACITA’ DI GOVERNARNE I PROCESSI per arrivare ad una meta, (È il lavoro che fa il il “gubernator” di una nave: studia e prende atto delle condizioni del mare (maree, vento, correnti ecc,) le governa , le amministra, riesce a controllarle e, solo dopo, si dirige la nave verso il porto, verso la meta fissata.
Da qui il tuo ragionamento:
“Bene l’utilizzo dei monopattini per una mobilità sostenibile. Veramente una buona idea, ma….. ci sono concretamente le condizioni, sia pur minime per poterli utilizzare garantendo la sicurezza dei cittadini ?“
Qualsiasi decisione va sempre rapportata e commisurata alla realtà ed è dovere e responsabilità dell’amministratore, partire da questa premessa.
Quello che va bene a Fossombrone o a Domodossola può non andare bene a Marcianise (Infatti, diverso è lo stato pavimentazione stradale, diversa la presenza di buche e “trabocchetti”, diversa la presenza di spazi dedicati, diverso livello di disciplina e di educazione stradale.)
Mi chiedo “Poiché entra in gioco la sicurezza dei cittadini, l’assessore si fornirà di una relazione tecnica che consiglia o, almeno, non sconsiglia , stante le condizioni della città, la fornitura dei monopattini da parte del Comune?” All’enorme quantità di contenzioso tra i cittadini e l’amministrazione per le cosiddette buche e trabocchetti, potrebbero ( Dio non voglia ! ) aggiungersi situazioni molto più gravi con responsabilità anche penali molto serie.
Chi ha un poco di esperienza amministrativa sa a cosa mi riferisco.
Caro Marco, la politica è scienza, arte e tecnica: non si può suonare ad orecchio. !!!

In terzo luogo condivido l’affermazione “Ancora una volta l’amministrazione ha deciso di partire dall’alto verso il basso e non viceversa”.
Hai sottolineato un grave errore, un comportamento che separa la politica dalla non politica. L’altra volta dicemmo che la politica non è perseguimento“ di obiettivi personale ma “costruzione della città”. Chi pensa a se, va avanti da solo. Chi tenta di raggiungere un bene comune, ha bisogno di contributi, osservazioni, suggerimenti degli altri. Nessuno riesce a costruire una casa da solo.
Purtroppo, così come ti sottolineai nella precedente nota dei “Ragazzini nella fontana” , nella nostra Città la politica è assente .
Si esercita il potere ma non si fa politica.
Mi spiego meglio.
C’è una grossa differenza tra la politica il potere.
Rispetto ad un problema da risolvere , la politica è quel complesso processo per cui , partendo dal nostro mondo valoriale , esaminata la realtà, verificata la fattibilità in base alla situazione vigente ( leggi, norme, disponibilità economica ecc. ), individuiamo gli strumenti per risolvere i problemi della polis.
Il potere è la possibilità di utilizzare concretamente questi strumenti e di realizzarli.
Chiaramente le due cose camminano di pari passo e sono complementari.
La politica senza il potere è insufficiente.
Il potere senza la politica è rozzo pragmatismo senza valori.
Si fa tanto per fare, per far vedere ma non si costruisce.
A proposito, Marco, non so se condividi la mia impressione: finora l’operato dell’Amministrazione si poteva accettare o respingere, ma, bisogna riconoscere , aveva un suo spessore, una sua consistenza. Da un po’ di tempo a questa parte tutto si riduce in un trionfalismo fatto di panchine aggiustate, viali diserbati, strisce stradali ecc. Tutto bene,ma l’ordinario non può diventare straordinario !!!
Credo che non avvenga nemmeno nella frazione di Musicile !!

Marco, scusami, ti debbo lasciare . Ho un appuntamento sul Tibet e debbo rientrare.
Alla prossima, stammi bene