Al mio giovane amico Marco

Caro Marco, apprezzo il tuo interesse per la politica e lo sforzo di volerla vivere in modo critico e consapevole.

Voglio pure io discuterne con te per verificare se possiamo aiutarci reciprocamente a coglierne la natura e l’essenza.

“Politica” è un termine molto abusato.

Si ritiene che politica sia l’insieme delle furbizie, dei giochetti, il pettegolezzo, il posizionarsi e l’allearsi secondo la convenienza, l’accaparramento della clientela, la ricerca del consenso immediato solo per conseguire il potere .

Si confonde la politica con il potere ( …ne parleremo in seguito)

Platone diceva che chi non sa fare un paio di scarpe non si metterà mai a fare il calzolaio, così come chi non sa di medicina non curerà mai gli ammalati. In politica avviene il miracolo: oggi, tutti quelli che non sanno fare niente si ritengono all’altezza di amministrare, …di fare politica, di governare.

Dobbiamo cambiare !!|

Politica, polis, città

Secondo una famosa definizione, la politica è “l’arte della costruzione della città”.

“Costruire la città”, questo il fine della politica.

Città non solo nell’accezione urbanistica ma nell’accezione antropologica: un aggregato umano che sia non una somma indistinta di individui, ma  una comunità di cittadini-persone  di cui si riconosce la soggettività e la titolarità di diritti e di doveri.

Una città che garantisca . salvaguardi ed esalti la dignità di ogni singola persona.

Una città dove ogni cittadino, nessuno escluso, è ritenuto e rispettato come titolare di diritti e di doveri.

Una città che è tanto più progredita ed avanzata quanto più essa è capace di garantire ed esaltare la libertà e la dignità dei suoi cittadini.

Per adesso fermiamoci qua.  Procediamo un poco alla volta.

Marco, tu mi chiedi anche un giudizio sull’episodio dei ragazzini nella fontana in piazza Umberto I. Non mi sottraggo. Anzi, esaminiamo il problema alla luce di quello che abbiamo detto sopra.

Quello che è accaduto dimostra, ancora una volta, il fatto che, a Marcianise, la politica è assente, è latitante: c’è chi comanda ma non ci sta chi governa.     

L’episodio dei ragazzini è certamente grave e da stigmatizzare ma non ci si può fermare alla condanna dei ragazzi, dei loro genitori e di …quelli delle panchine .

La politica non denuncia i problemi, li risolve.

Dopo la solita esternazione, nulla è cambiato; i ragazzi continuano ad esser vandali, i genitori continuano ad essere incapaci, quelli seduti sulle panchine continuano ad essere indifferenti ed incuranti.

 Si è costruita la città ?

Assolutamente,no.

-La denuncia e il particolare risalto dato all’accaduto ha solo concorso a consolidare l’immagine dell’eroe che, nonostante tutto e tutti, porta avanti , la sua azione di moralizzazione e di civilizzazione.

-Altro effetto è stato quello di spaccare ancora di più la città : da una parte tifosi acclamanti, tutti cittadini probi, integerrimi, senza macchia, genitori veri e capaci;  dall’altra la “gentaglia”, ( come è stata definita da un tizio che per esprimersi così, sicuramente è un campione di virtù civiche e morali oltre che un genitore formatosi ai principi di Dewey,  Frobel, Gabelli, e Maria Montessori).

-Altro effetto è quello di avere, ancora una volta, raccontato all’Italia dei  social   di un sindaco eroe che cerca di raddrizzare  una città incivile, grezza, maleducata, incolta tanto da suscitare verso di essa sentimenti di meravigliato disprezzo da parte della colonia degli “stranieri” in uno al plauso unanime, al condottiere della palingenesi cittadina.

La politica avrebbe richiesto un’ampia, attenta e responsabile riflessione.

Che cosa fare per evitare il ripetersi di tali episodi? Come far crescere il senso civico? Come instillare amore per i nostri monumenti. ?

D’intensa con le agenzie educative (famiglia, scuole, parrocchie, associazioni culturali) è possibile elaborare e finanziare un percorso educativo idoneo? E’ possibile trasformare i ragazzi vandali in ragazzi custodi dei loro monumenti ?

La politica avrebbe dovuto anche cogliere l’occasione per una riflessione su un diritto rubato ai nostri ragazzi: quello della piscina comunale chiusa da tempo indeterminato. . Che fine ha fatto ? E’ possibile che abbiamo costruito una struttura e la teniamo abbandonata ?

Che cosa è più scandaloso: ragazzini che entrano in una fontana pubblica o amministratori inermi rispetto a una struttura  abbandonata ?

Non ci stanno i soldi ? Non sono questi quelli che mancano.

Se si riflettesse e si studiasse di più invece che fare i capo-cantonieri potremmo cogliere, ad esempio, le opportunità che offre il Super bonus per gli impianti sportivi. Studio e un pizzico di acume potrebbero fornire le condizioni per rientrare nei requisiti della legge.

Marco, dobbiamo fermarci qua. Quanto prima riprenderemo il dialogo.

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